Come lo fanno le ragazze al Piccolo Eliseo | writing addiction

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mercoledì, 26 marzo 2008

Come lo fanno le ragazze al Piccolo Eliseo

ComeLoFannoLeRagazzeTratto dal libro inchiesta di Ilda Bartoloni, un documentario che non rende giustizia alla ragione del teatro. Uno spettacolo-inchiesta senza particolari emozioni né riflessioni sagaci.

Ho sempre creduto che il senso del teatro, la magia del palcoscenico, ciò che lo rende speciale ed unico, ciò che spiega perché mi è tanto caro, risieda nella capacità di chi ci lavora, dal regista agli attori, dagli autori ai musicisti ed ai tecnici, di renderlo credibile, ovvero possibile mentre accade, e di arricchire chi vi assiste di un messaggio, un’emozione, una vibrazione interiore.
Questo spettacolo invece, che nasce dall’idea di mettere in scena la storia del viaggio iniziato negli anni settanta da una generazione di donne pronte a lottare per la rivendicazione dei loro diritti, attraverso i 22 racconti tratti dalle oltre 60 interviste realizzate da Ilda Bartoloni, autrice del libro-inchiesta che dà il titolo alla pièce, manca del tratto fondamentale della vitalità.

La regia di Daniela Giordano è carente di idee efficaci, il cui senso non vada ricercato in una banale se non oscura simbologia, e non mette in risalto le qualità del testo né le genuine interpretazioni delle giovani attrici. I forzati movimenti in scena delle cinque ragazze che quasi mai interagiscono fra loro, mentre perlopiù si rivolgono alla platea, non seguono un senso narrativo, né giustificano i meccanici spostamenti degli sgabelli, unici oggetti di una scena scarna e non connotata.

I filmati originali che aprono lo spettacolo, seguiti dai brani tratti dalle interviste di tre esponenti del movimento delle donne degli anni ’70, presentano le figure delle madri, con cui le protagoniste crescono e che prendono a modello, per imitarle, adorarle o contrapporvisi. Poi prendono a raccontarsi loro, le figlie, le ragazze dell’oggi in cui rispecchiarsi. Ognuna ha i suoi dolori ed i suoi modi di reagire. Niente di nuovo nel panorama del vissuto al femminile.

Gli spunti offerti dal testo non trovano una realizzazione originale, né particolarmente interessante, ma il risultato è, seppur lievemente, godibile, senza particolari emozioni, senza eccessive riflessioni, senza uscire dal teatro cambiati rispetto a quando vi si è entrati.
Si poteva scandagliare più a fondo nei meravigliosi abissi della psiche femminile.


(Valentina Carrabino)

pubblicato su www.teatroteatro.it

postato da: carrabinov alle ore marzo 26, 2008 01:05 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: recensioni

Commenti
#1   29 Marzo 2008 - 14:56
 
Veramente una critica inutile e gratuita, oltre che falsa. Sono spettatrice di teatro da sempre, ho 48 anni, e ho trovato lo spettacolo di Daniela Giordano, Come lo fanno le ragazze, uno spettacolo seducente, ironico e profondo, e a giudicare dal teatro pieno e sinceramente plaudente, un sicuro grande successo. Brava la regista e brave le interpreti.
Sabina Collalti- docente-
utente anonimo

#2   29 Marzo 2008 - 17:01
 
visto anch'io lo spettacolo di Daniela Giordano, mercoledì con il mio fidanzato. Io entusiasta, ma forse date le tematiche era scontato. La novità è che il mio fidanzato era entusiasta dello spettacolo, non gli piace mai niente, dice che il teatro è una noia mortale. Invece questo spettacolo è bellissimo, serio ma anche ironico, insomma, perfetto. Sono stupita della critica che ne parla male, forse non l'ha visto. Tutto il pubblico era entusiasta e tanti e sinceri gli applausi. Daniela Giordano è stata veramente una brava regista, ma tutto era bello: le attrici, le musiche, i dialetti. Lo consiglio di cuore anche ai fidanzati o ai mariti che di solito si annoiano.
Erica Buttafava
utente anonimo

#3   02 Aprile 2008 - 02:27
 
Innanzitutto ringrazio tutti per aver commentato la recensione. La scelta di metterla anche sul blog, oltre che sul magazine online teatroteatro, deriva dal desiderio di confronto.
Apprezzo le critiche e rispetto le opinioni differenti, senza le quali non esisterebbe nemmeno la varietà di spettacoli che invece esiste ancora nel panorama teatrale.
Mi difendo solo dall'accusa di falsità, in quanto una recensione, essendo critica, è personale e pertanto non giudicabile come vera o falsa.
Rassicuro chi avesse dubbi di non aver mai avuto l'intenzione di convincere qualcuno della "verità" della mia opinione e sono convinta di aver mantenuto desto lo spirito critico evitando gratuità distruttive di giudizio, che ritengo infatti di aver motivato.
Infine confermo di aver visto lo spettacolo e di averne apprezzato alcuni spunti, pur non avendo gradito la scelta registica.

Valentina Carrabino
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#4   03 Aprile 2008 - 12:28
 
Mi sono imbattuta in questo sito per caso perchè per caso ho anche visto lo spettacolo Come lo fanno le ragazze, e allora sono andata a vedere che si dice. Non sapevo cosa avrei visto l'altra sera, non avevo nemmeno letto il libro da cui è tratto, e sono rimasta impressionata dallo spettacolo. Sono totalmente d'accordo con tutti i commenti che lo definiscono bellissimo e coinvolgente. Non sono invece d'accordo con la signora Carrabino che " dice quello che pensa" ritenendo di aver fatto una critica onesta. Ho letto il suo articolo e non da' nota dell'entusiasmo e della partecipazione del pubblico, e la correggo, mi scusi, solo una raffinata e azzeccata regia, come lo è stata quella di Daniela Giordano, poteva fare di questo spettacolo un successo. Si rassegni. Un cordiale saluto.
Carla Simoni, ricercatrice a RomaTre
utente anonimo

#5   27 Aprile 2008 - 22:20
 
Cara Valentina,sai chi è il Principe Sovrano del Teatro?è il Pubblico.E ho scritto Teatro e Pubblico non a caso con la maiuscola.
E quel pubblico le ha adorate quelle ragazze;è stato un successo strepitoso, e poi credimi, cara Valentina,in un'ora di"piece"teartrale è un miracolo riuscire a commuovere e divertire, istruire e rapire in racconti veri e coinvolgenti.
E' un miracolo fatto di grande arte registica,di"contenuti"e non di idee o ideuzze o trovate, o peggio di intellettualismi o approfondimenti.
E' solo puro e semplice Teatro ed il teatro per capirlo bisogna amarlo. Da come scrivi tu dimostri di non amarlo, la superiorità che ostenti offende chi ha lavorato mesi per provare un fantastico spettacolo ed ha colto poi nel segno.
Forse antichi dissapori ti spingono a criticare la regia di Daniela Giordano o forse avresti voluto essere lì sopra al palcoscenico con quelle splendide e bravissime attrici, ma tra loro ci sono donne che recitano a livelli che nemmeno immagini: di enorme cultura, addirittura vincitrici di premi in festival internazionali di cinema Negli USA, in Europa ed in Italia.La tua sufficienza e supponenza hanno"toppato".
Mi spiace per te cara Valentina, un giorno si dirà di te che non hai capito qualcosa che accadeva di buono e di nuovo nel Teatro Italiano...finalmente.
Come lo fanno le ragazze è stato un momento "magnifico"di teatro in questa valle di lacrime e le attrici sono superbe, da rimanere a bocca aperta: Gina Lollobrigida che era alla prima era entusiasta e cosi il premio oscar Osvaldo Desideri tanto per citare alcuni che di tutto ciò credo ne capiscano assai più di te e di me.
Criticare e lecito, ma si deve poi accettare il confronto e con esso la realtà che il Pubblico ha decretato il totale successo di questo spettacolo, e se al Pubblico aggiungiamo la"critica", anche quella paludata, ebbene anch'essa era d'accordo, anche se non è stato dedicato spazio a questo evento perché si sa...erapiù importante e"utile" parlare del libro della Bartoloni.
Del Teatro ci si occupa sempre troppo poco e a volte solo per fare superficiali critiche piene di astio e superbia.
utente anonimo

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